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Non solo Roma – Puntata di Venerdì 21 Giugno 2024

Non solo Roma con Elisa Mariani – Puntata di Venerdì 21 Giugno 2024

Roma, residenti di Rione Monti esasperati: “Troppo rumore, traffico e smog. Qui come un’autostrada”

Ospite in collegamento: Nicola Barone, Presidente del CdQ “Rione Monti”

Smog, traffico, rumore: vivere a Rione Monti non è per niente facile. Una situazione destinata a peggiorare con l’arrivo del Giubileo 2025. Trentadue milioni di pellegrini in arrivo che affolleranno un quadrante strategico di Roma, già pesantemente provato.

Ma andiamo per gradi: il punto più problematico è Via dei Serpenti dove le auto sono perennemente incolonnate con le tipiche conseguenze di rendere l’aria irrespirabile e paralizzare qualsiasi altro tipo di mezzo, pubblico o privato che sia, ambulanze comprese. E perfino di bloccare i pedoni.

Le ragione dei traffico esagerato risiederebbero in due precisi cambiamenti avvenuti negli ultimi anni: il primo con la chiusura di via dei Fori Imperiali (con sindaco Ignazio Marino), quando tutto il traffico che arrivava da via Panisperna e scendeva verso via Cavour è stato convogliato su questa strada; il secondo, più recente (due anni fa), quando sono stati rifatti i sampietrini di via Nazionale e si è deciso che i veicoli diretti verso via Cavour – e quindi a San Giovanni – potevano scendere sulla stretta via di Monti.

“C’è un traffico insostenibile – tuona Nicola Barone -. Per almeno venti ore al giorno le auto sono sempre in fila indiana, con un continuo rumore dovuto non solo ai motori ma anche ai clacson e alle sirene delle ambulanze o dei vigili del fuoco che non riescono a passare”. Ma non finisce qui, perché c’è anche il problema legato ai dehors: “Nonostante la strada sia diventata in pratica di viabilità primaria – ha spiegato ancora Barone – sono stati lasciati i dehors dei locali sia a destra che a sinistra, con le note conseguenze della movida notturna, e con le auto che parcheggiano perfino sui marciapiedi fra una struttura e l’altra”.

Molti romani sanno bene che via dei Serpenti è una strada storica, con palazzi dalle facciate settecentesche che, tuttavia, rischiano per le vibrazioni continue e non sono neppure così ammirabili perché spariscono fra le lamiere delle macchine. L’asfalto poi, provato dal continuo passaggio delle macchine, è pieno di buche e in molti punti quasi inesistente. E dunque si parla di una vera e propria perdita di identità.

“Da quel che sappiamo per il Giubileo sono previsti solo i lavori per i marciapiedi, che non saranno di certo allargati, e solo nel tratto da via Panisperna a via Cavour – ha concluso il presidente del comitato. – Eppure  tutta l’area secondo il Piano urbano mobilità sostenibile doveva diventare isola ambientale: quindi dovrebbe essere vietato il traffico di attraversamento urbano, che invece oggi è quello principale”.

Eccellenze italiane, la giovane chef Ylenia Parente vince il primo “Campionato di Pasta fatta mano”

Ospite in collegamento: Ylenia Parente, chef

Una giovane donna di 27 anni sbanca al primo “Campionato di Pasta fatta a mano”: Ylenia Parente, chef del ristorante del T Hotel di Cagliari, è riuscita ad imporsi su tutti gli altri concorrenti professionisti nella prima edizione italiana di un evento interamente dedicato ad uno dei prodotti italiani per eccellenza.

Tenutosi nell’ambito della terza edizione del DMED – Salone della Dieta Mediterranea Paestum (Sa) all’interno degli spazi del NEXT – Nuova Esposizione Ex Tabacchificio di Capaccio Paestum (Sa), il Campionato ha così visto una donna come sua regina incontrastata.

La giovane chef sarda si è i con il piatto “Seppia e piselli”, ovvero culurgiones tondo a base di nero di seppia e zafferano, ripieno di seppia cotta a bassa temperatura e fegatini centrali, su una crema di piselli, salsa di scalogno al nero di seppia, polvere di pomodoro e pelle di seppia essiccata e soffiata.

Anche i premi speciali per il “Miglior Impasto” e per miglior equilibrio nutrizionale “Dieta Mediterranea” sono andati alla giovane chef che ha così commentato i riconoscimenti: “Sono felice di aver vinto il Campionato e di essermi messa in gioco con i sapori e le tradizioni della mia terra”.

Orrore nelle campagne di Latina, lavoratore perde un braccio e viene “scaricato” davanti casa

Ospite in collegamento: Clarissa Montagna, redazione “Il Faro Online

Perde un braccio mentre lavora e viene abbandonato davanti casa: è l’orribile episodio avvenuto a Borgo Santa Maria, in provincia di Latina. Vittima del grave incidente è stato un 30enne che lavorava in un’azienda agricola, impegnato nella lavorazione del fieno. L’uomo è poi deceduto il giorno dopo per il troppo sangue perso. Sulla vicenda indaga ora la Procura di Latina.

La denuncia e la notizia del grave episodio è della Flai Cgil che con la Segretaria Generale di Frosinone Latina è accorsa subito sul posto per vedere cosa fosse successo e come aiutare le persone coinvolte; il lavoratore è stato trasportato in eliambulanza a Roma: “Gravissimo incidente sul lavoro ieri pomeriggio in una azienda agricola dove un lavoratore di nazionalità indiana addetto al taglio del fieno ha avuto un braccio staccato da un macchinario e altre gravi fratture; all’orrore dell’incidente si aggiunge il fatto che invece di essere soccorso dai datori di lavoro è stato scaricato come un sacco di rifiuti in prossimità della sua abitazione”.

“Sono stata contattata da un lavoratore che mi ha inviato la foto di un arto staccato – racconta Hardeep Kaur, Segretaria Generale Flai Cgil Frosinone Latina – spiegandomi che si trattava di un incidente avvenuto a un compagno di lavoro, che in condizioni disperate è stato scaricato in strada da un pulmino 9 posti. Non è un film dell’orrore, purtroppo è tutto vero. Qui non siamo solo di fronte a un grave incidente sul lavoro, cosa già di per sé allarmante e evitabile, qui siamo davanti alla barbarie dello sfruttamento, che calpesta le vite delle persone, la dignità, la salute e ogni regola di civiltà”.

Leggi qui le dichiarazioni delle istituzioni e delle sigle sindacali.

Maxi incendio ad Ardea, le fiamme avvolgono la discarica abusiva alle Salzare

Ancora fiamme alle Salzare, dove è divampato, alle 14 circa, un maxi incendio nei 706 ettaro di terreno dove, da tempo, incombe una discarica abusiva: a bruciare, infatti, non sono solo sterpaglie ma anche carcasse di auto abbandonate e di furgoni, e rifiuti di ogni genere. Il rogo è divampato in particolare nei pressi di via dei Monti Santa Lucia, traversa di via Miramare. Sono ancora in corso le operazioni di spegnimento dei Vigili del fuoco. Sul posto presente il nucleo operativo Airone, la Polizia locale e il 118. Un’alta colonna di fumo nero ha invaso la zona.

Non è la prima volta che quei 706 ettari di terreno vengono avvolti dalle fiamme: l’ultimo maxi-incendio è quello di novembre scorso, che ha provocato non pochi danni, le cui operazioni di spegnimento sono state molto difficoltose proprio a causa delle numerosi rifiuti, anche pericolosi. Eppure, la discarica abusiva e ancora lì e torna (di nuovo) a bruciare.

Un problema che va avanti da tempo, nonostante le ultime operazioni che hanno interessato l’area, le carcasse abbandonate di auto e furgoni sono ancora lì e l’incendio e divampato ancora una volta. Tante le segnalazioni della critica situazione, non solo della presenza discarica, ma anche di accampamenti abusivi, ma nessuno fa nulla. Una situazione che rende Le Salzare una zona sempre più abbandonata a se stessa. Pericolosi episodi come questo sono quasi all’ordine del giorno, in una città che dovrebbe vedere garantiti il decoro e la sicurezza che merita.

Cento anni di “Metromare”: una mostra per festeggiare un secolo di innovazioni

Cento anni di Roma-Lido, o di Metro-Mare che dir si voglia. Quel che è certo che già da un secolo le rotaie corrono tra Ostia e Roma, tanto da far guadagnare al X Municipio l’appellativo di Mare di Roma, soprannome non privo di scontri e polemiche. Cento anni pieni di storia e innovazioni ma anche di dissensi: ed ora, al polo di Roma 3 sul lungomare di Ostia, è possibile vedere questa lunga storia raccontata attraverso le immagini e le foto di alcuni repertori storici.

A presentare la mostra è una conferenza stampa in cui emergono punti importanti. Dall’impegno profuso in passato, agli anni difficili di passaggio, alle promesse future: più treni revisionati, nuove stazioni e nuove assunzioni.

“E’ stata una sfida abbastanza difficile, con un’ organizzazione molto complessa: i rapporti col comitato pendolari non sono sempre stati facili, ma è giusto che pretendano un servizio di un certo tipo- ha detto Amalia Colaceci, presidente di Cotral- e sono le tante cose che fanno il successo di un servizio. In questo centenario noi come azienda alziamo la testa: abbiamo preso l’incarico due anni fa e sono stati anni difficili, in cui siamo stati a testa bassa. Ora è il momento: siamo arrivati ad avere treni decorosi. Ne abbiamo 5 revisionati, nel 2025 saranno tutti e 8”

“Cotral aveva tutto da perdere- dice l’amministratore unico di Astral, Antonio Mallamo a proposito della fusione delle due aziende- Quel che abbiamo ottenuto è un grosso risultato, ma non banale. Gli investimenti li stiamo facendo ma oggi è la giornata dei ringraziamento e dei meriti- e annuncia- presto saranno assunte altre 67 risorse sulla linea. Il nostro impegno continua in piena armonia con Cotral, la nostra gemella”

“Abbiamo scelto di garantire maggiore qualità, nonostante i pochi investimenti su queste reti degli ultimi decenni- conclude l’assessore ai trasporti Fabrizio Ghera– si rifarà la stazione di Ostia Antica, o vedremo nascere nuove stazione, come Acilia Sud. Qualche mese fa abbiamo provveduto ad un adeguamento sul tratto della linea elettrica su suggerimento di Astral, abbreviando la tratta di un minuto. Un altro intervento è quello sul ponte: sono molti i lavori in cantiere”.

Guarda la puntata precedente con Il Faro Online qui.

Emergenza suicidi in provincia di Frosinone nel completo silenzio delle istituzioni

Ospite in collegamento: Roberta Di Pucchio, condirettore di “Frosinone News

È stato rinvenuto dalla famiglia il corpo ormai esanime del giovane Lorenzo Lazzari, appena 22enne, lo scorso 17 giugno presso la sua abitazione in via del Cuculo, località Intignano di Alatri. Per il ragazzo non c’è stato nulla da fare, ogni tentativo di rianimarlo è risultato vano, i sanitari non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso.

Sgomento in città, la comunità rimane incredula dinanzi ad un’altra notizia così tragica. Lorenzo era molto vicino ad Elisa Stirpe, la ragazza trovata senza vita lo scorso 4 giugno a Veroli, presso la sua abitazione in località Santa Francesca di Veroli: i due si volevano bene, avevano una relazione, gli amici pensano che il ragazzo non abbia retto al dolore immenso, il gesto estremo di Elisa gli avrebbe lacerato il cuore.

Sulle cause del decesso indagano i carabinieri che non escludono nessuna ipotesi, al vaglio anche quella di un gesto estremo ma saranno le indagini a fare luce su questo ennesimo tragico episodio che vede vittima un altro giovane.

Due tentativi di suicidio in poche ore, una ragazzina e un uomo in ospedale

Due tentativi di suicidio in poche ore in provincia di Frosinone. A Settefrati una ragazzina di appena 15 anni avrebbe tentato il gesto estremo, dalle prime indiscrezioni trapelate, ingerendo una massiccia dose di farmaci. Immediata la chiamata ai soccorritori che, fortunatamente, sono riusciti ad intervenire in tempo trasportando la minore in ospedale a Cassino per le cure del caso ed evitando il tragico epilogo.

A Ceccano, invece, un uomo di 68 anni ha provato a togliersi la vita. Anche in questo caso il peggio è stato evitato dall’arrivo dei sanitari del 118 che lo hanno preso in cura e trasferito nel reparto di SPDC di Cassino, unico superstite nel pieno di un’emergenza sociosanitaria che continua ad essere ignorata da politica ed istituzioni.

In Ciociaria in appena 40 giorni si sono registrati nove suicidi. Dall’8 maggio al 17 giugno questa provincia martoriata conta nove vite spezzate nel silenzio e nell’indifferenza generale. Sei erano ragazzi giovanissimi, tra i 16 ed i 34 anni. 

Ancora morti sul lavoro in provincia di Frosinone

Aperta un’indagine per l’incidente costato la vita a Vincenzo De Lorenzis

Ci sarebbero degli indagati (come atto dovuto per svolgere le verifiche necessarie a ricostruire la dinamica) per l’incidente avvenuto ieri in un’azienda di Ceprano e costato la vita a Vincenzo De Lorenzis, operaio 58enne di Pontecorvo, colpito alla testa da una trave in acciaio.

La procura di Frosinone ha quindi aperto ufficialmente un’inchiesta e disposto il sequestro del mezzo sul quale lo sfortunato dipendente stava lavorando e dell’area dove si è verificato l’incidente. A questo si è aggiunto l’esame autoptico che si svolgerà molto probabilmente domani. Ad accertare fatti, dinamica e circostanze, saranno gli ispettori dello Spresal unitamente ai carabinieri della Compagnia di Pontecorvo e della stazione di Ceprano, agli ordini del capitano Bartolo Taglietti.

Vincenzo De Lorenzis, sposato e padre di tre figli, ieri mattina poco dopo le 11, mentre stava manovrando un muletto al’interno di un’azienda di via Cornete, alla periferia di Ceprano, è stato colpito alla testa da un’enorme trave in acciaio. Inutile ogni soccorso e l’arrivo di un elicottero dell’Ares 118 sul posto. La notizia della sua morte ha profondamente colpito non solo i colleghi di lavoro ma anche la comunità pontecorvese.

Si accascia e muore mentre lavora in un noto stabilimento, stroncato da un malore

Tragedia all’interno di un noto stabilimento industriale della città dei Papi. Stando a quanto accertato dai Carabinieri giunti sul posto insieme ai sanitari del 118 un uomo, dipendente di una ditta esterna che ha in appalto alcuni servizi, sarebbe stato stroncato da un malore durante il turno di lavoro. Saranno gli accertamenti medico-legali a confermare la circostanze.

La vittima, classe ’67 nato Colleferro, si è accasciata al suolo sotto gli occhi dei colleghi. Inutile ogni manovra di rianimazione messa in atto da medici e paramedici. Per l’uomo non c’è stato nulla da fare. Più o meno nelle stesse ore della mattinata, un’altra tragedia sul lavoro. A Ceprano un operaio di 58 anni di Pontecorvo sarebbe stato colpito alla testa da una trave in acciaio. Mentre stava manovrando un muletto, la trave lo avrebbe schiacciato.

Simula di essere investito e pretende soldi: almeno quattro le “vittime” della truffa

Diverse le segnalazioni relativamente ad un uomo, sembrerebbe residente ad Alatri, che in circostanze ben distinte e con persone differenti, ma con le medesime dinamiche, ha provato a mettere in atto vere e proprie truffe, riuscendo in alcuni casi a compiere il raggiro.

L’uomo, descritto dai malcapitati come alto, magro, capelli brizzolati, sulla quarantina, si aggira per il centro storico della città di Alatri, solitamente quando le attività commerciali sono chiuse, ovvero dopo le 13:00, dopo le 20:00, il giovedì, giorno di chiusura settimanale. Dal racconto delle presunte “vittime” emerge che il furbetto simula di essere investito dall’auto in transito, avvicinandosi a questa ed al cui passaggio darebbe una ginocchiata oppure un pugno sulla carrozzeria, lato passeggero, per attirare l’attenzione del conducente e rendere credibile l’evento. A questo punto si butterebbe a terra. Chi guida si arresta per prestare soccorso e capire cosa sia successo ma, ovviamente, diventa difficile mantenere la lucidità in un momento così concitato.

Il truffatore fa leva proprio sul turbamento del guidatore e mette in scena il suo copione: puntualmente rifiuta ogni tipo di intervento, dagli operatori sanitari alle forze dell’ordine, esterna uno stato confusionale, tra paura e dolore che lamenta per la fantomatica botta che avrebbe preso.

Fa passare qualche minuto, stando attento a non far calare il livello di tensione creatasi, e tira fuori un tablet rotto, asserendo che il dispositivo elettronico sia distrutto a causa dell’investimento ed essendo particolarmente necessario al figlio studente ed alla moglie, pretende dei soldi per ricomprare un portatile nuovo, tentando di convincere l’interlocutore che non intende sporgere denuncia per l’accaduto, così si evita di mettere in mezzo l’assicurazione, l’avvocato e la conseguente applicazione del Codice della Strada.

Praticamente porta a credere che stia facendo un favore a chiedere “solamente” i soldi del tablet rotto per cui l’ignaro malcapitato, in buona fede, rischia di caderci con tutte le scarpe. Ed in effetti c’è chi, inconsapevolmente, ha sborsato dei soldi. Almeno quattro le persone truffate, tutte raccontano la stessa versione: il luogo preferito dal truffatore per farsi investire è nei pressi della chiesa di San Francesco oppure Porta San Pietro. 

Come sempre le forze dell’ordine raccomandano di richiedere il loro intervento in questi casi, possibilmente in maniera discreta, senza destare sospetti, soprattutto quando persone ignote pretendono denaro contante, che sia per riparare uno specchietto retrovisore, un tablet o via dicendo: la presenza in loco degli agenti di Polizia Locale, Carabinieri, Polizia di Stato, consente quantomeno di identificare il soggetto o i soggetti che intendono mettere in pratica la truffa. Massima attenzione.

Guarda la puntata precedente con Frosinone News qui

 

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