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Roma nell’approfondimento del mercoledì con la redazione di “Roma Daily News”

Roma, la figlia va in vacanza e la madre muore in casa

Ospite in collegamento a Non solo Roma Michela Anniballi – redazione “Roma Daily News

Avrebbe dovuto badare alla mamma 84enne, invalida e non autosufficiente. Invece la figlia 49enne, si sarebbe allontanata dall’abitazione per andare in vacanza in Abruzzo insieme ai due figli minori, senza prestare le dovute cure della madre, così abbandonata a se stessa, senza cibo né acqua e senza alcun telefono cellulare per poter chiamare i soccorsi. L’anziana è morta di stenti e la figlia è stata fermata dai carabinieri della compagnia di Monterotondo, su disposizione della procura di Tivoli.

Tutto è nato la mattina del 12 giugno quando è stato ritrovato per una casualità il cadavere dell’anziana; i carabinieri della stazione di Montelibretti si erano recati nell’abitazione per notificare un atto alla figlia. Giunti alla porta hanno suonato senza ricevere risposta. Ma si sono insospettiti a causa di un forte odore proveniente da quell’appartamento. Così hanno deciso di approfondire il controllo per capire meglio la situazione. Hanno effettuato una verifica del perimetro della casa trovando una finestra aperta che ha permesso di accedere all’interno. Una volta entrati in casa c’è stata la tragica scoperta: il cadavere dell’anziana era riverso a terra. A coprirla parzialmente solo un lenzuolo.

Il medico legale ha confermato che il decesso della 84enne risaliva ad alcuni giorni prima. Sono stati subito effettuati accertamenti per far luce sull’accaduto.

I carabinieri hanno ricostruito che la figlia 49enne, convivente e deputata alla cura dell’anziana, si era allontanata dall’abitazione per andare in vacanza in Abruzzo insieme ai due figli minorenni, senza prestare le dovute cure della madre allettata, lasciandola abbandonata a se stessa, senza cibo né acqua e senza alcun telefono cellulare per poter chiamare i soccorsi. Nelle vicinanze, inoltre, non ci sarebbero neanche parenti a cui eventualmente avrebbe potuto chiedere aiuto. La partenza della figlia, rintracciata poco dopo, risaliva ad alcuni giorni prima del ritrovamento del cadavere.

Tornata in casa ha trovato l’anziana madre già priva di vita e – senza chiamare le forze dell’ordine – l’ha coperta con un lenzuolo lasciandola in terra.

La Procura di Tivoli ha emesso nei suoi confronti un fermo di indiziato di delitto con l’accusa di abbandono di persona incapace, condizione a seguito della quale l’anziana madre è deceduta. La 49enne è stata quindi fermata dai carabinieri della compagnia di Monterotondo e condotta nel carcere di Rebibbia dove il gip del Tribunale di Tivoli ha convalidato il fermo e disposto la misura degli arresti domiciliari. Restano da chiarire i motivi che hanno spinto la donna, un’incensurata, ad abbandonare l’anziana madre.

Al momento non sarebbero emerse situazioni di allarme che riguardavano la famiglia.

Tor Bella Monaca: bambino si lega con la corda a letto per gioco e muore

Tragedia a Roma, a Tor Bella Monaca. Un ragazzino di 12 è morto mentre si trovava legato con una cintura al letto. La tragedia è avvenuta nella giornata di domenica scorsa, in via dell’Archeologia. Sul caso indagano gli agenti della polizia. Ciò che emerge dai primi elementi raccolti sul caso è che sia da escludere l’ipotesi di un gesto volontario. La pista battuta attualmente è quella di un gioco finito male.

Al momento dei fatti, il dodicenne si trovava da solo in camera. Nell’altra stanza c’erano la madre e la sorella. Sono state proprio loro a dare l’allarme chiamando il 112,  non appena rinvenuto il ragazzino, agganciato con una cintura in corda nella parte superiore del letto a castello. Forse una perdita di equilibrio, forse un momento di distrazione. La corda improvvisamente gli si è chiusa intorno al collo e lo ha soffocato.

Non appena scattato l’allarme sul posto, oltre agli agenti della polizia, sono arrivati gli operatori del personale sanitario del 118. Sono loro che, non appena raggiunta l’abitazione del ragazzino, si sono precipitati verso di lui provando a rianimarlo. Ogni tentativo, però, si è rivelato vano. Per il dodicenne non c’è stato niente da fare: non hanno potuto fare altro che constatarne la morte.

All’arrivo della polizia c’era un computer acceso proprio davanti al letto a cui si era agganciato il ragazzino. Gli agenti hanno sequestrato il pc e hanno fatto la stessa cosa con il telefonino. Il timore degli inquirenti è che possa trattarsi di una nuova challenge sui social: a farlo pensare, un episodio analogo avvenuto all’Infernetto, fortunatamente dall’epilogo diverso. Ma è ancora troppo presto per dirlo. Nel frattempo i dispositivi restano al vaglio della polizia postale che presto ne analizzerà il contenuto.

Tenta di arrampicarsi su Fontana Di Trevi, multa da 1000 euro

Tenta di arrampicarsi sulla Fontana di Trevi, bloccato dalla Polizia Locale: mille euro di sanzione. Al Colosseo, invece, è stato arrestato un venditore abusivo per aver aggredito gli agenti durante i controlli. Lo rende noto la Polizia locale di Roma Capitale. Voleva salire su uno dei cavalli ornamentali della Fontana di Trevi, ma è stato fatto desistere dal suo intento dalla pattuglia della Polizia Locale di Roma Capitale del I Gruppo Centro in presidio sulla piazza, che è riuscita a bloccarlo dal tentativo di fuga- spiegano in un comunicato.

Si tratta di un uomo , di nazionalità ucraina di 27 anni, privo di documenti di identità, motivo per il quale è stato condotto presso gli uffici di fotosegnalamento per le procedure di identificazione. Risultato regolare sul territorio nazionale, è stato sanzionato secondo quanto previsto dal Regolamento di Polizia Urbana per un ammontare complessivo di sanzioni di circa mille euro, oltre all’ ordine di allontanamento.

Al Colosseo, sempre nella giornata di ieri, un cittadino bengalese di 28 anni, è stato sorpreso a vendere abusivamente bottiglie d’acqua. Temendo di essere sanzionato ha reagito spintonando gli agenti che lo avevano fermato per i controlli e nel tentativo di darsi alla fuga ha colpito un operante, che ha necessitato delle cure mediche del caso. Per lui è scattato l’arresto per lesioni, resistenza a pubblico ufficiale e rifiuto di fornire le proprie generalità. In queste ore il processo con rito direttissimo, al quale dovrà rispondere per i reati commessi.

“Baciamoci così”: la mostra fotografica di Marcellino Radogna a Spazio5

Cento scatti per altrettanti 100 baci, in questa mostra fotografica di Marcellino Radogna, che verrà inaugurata domani dalle 18.30 a Spazio5 a via Crescenzio 99D

Un viaggio visivo attraverso l’affetto e il rispetto, catturati in scatti magici di baci e baciamani tra personalità di spicco. E’ ‘Baciamoci così’, la mostra fotografica di Marcellino Radogna che aprirà i battenti il 18 giugno, a Roma, presso Spazio5, in Via Crescenzio 99/d. L’esposizione, fino al 30 giugno, presenta una selezione di oltre 100 fotografie che ritraggono momenti unici di amicizia, affetto, attenzione e rispetto tra le personalità più influenti della storia recente, catturati dall’obiettivo di Radogna, conosciuto come ‘Il Colonnello’, uno dei fotografi storici più rinomati che ha immortalato con professionalità e passione momenti esclusivi della nostra società.

Attraverso le sue immagini, Radogna offre uno sguardo intimo e coinvolgente sulla bellezza dei gesti affettuosi e dei legami umani. Alberto Sordi, rivolgendosi a Marcellino Radogna, disse una volta: “Tu dovevi fare l’attore, non il fotografo”, riconoscendo il talento e la sensibilità del fotografo nel catturare l’essenza delle persone attraverso l’obiettivo della sua macchina fotografica. La mostra si propone anche come una riflessione sulla società contemporanea, offrendo un’alternativa alla violenza e all’orrore del mondo attuale. Attraverso l’esibizione di gesti di amore e rispetto, Radogna ci invita a immaginare un mondo migliore, libero da conflitti e discriminazioni.

La mostra fortemente voluta da Maurizio Riccardi, presidente dell’associazione ‘Identità fotografiche‘ rientra nelle iniziative intraprese dall’Associazione per la valorizzazione della cultura fotografica italiana. La mostra, a ingresso gratuito, sarà inaugurata il 18 giugno alle 18.30

Marcellino Radogna è nato a Torre Santa Susanna in provincia di Brindisi.

Giovanissimo fu accolto nel laboratorio fotografico di Renato Altobelli a Casamassima dove apprese le prime nozioni di fotografia.
Durante il servizio militare ha ottenuto la qualifica di fotografo militare presso il “Comando Divisione Mantova” a Udine. nel lontano 1963.
Ha collaborato al settimanale “Lo Specchio” allora diretto da Giorgio Nelson Page per la pagina delle Cronache Bizantine dove ha incontrato Olghina di Robilant, Giacomo Alexis, Pier Francesco Pingitore.
Ha collaborato al quotidiano “Momento Sera” diretto da Salvatore D’Agata dove ha incontrato Marcello Geppetti che faceva la Cronaca e il giornalista Ettore Mattia che dirigeva la pagina de “La Capitale”.

Unico fotografo ad aver fotografato in esclusiva la contessa Alberica Filo della Torre, la contessa fu assassinata 41 anni fa nella sua casa, una villa dell’Olgiata
Nell’agosto del 1991 in una calda serata d’agosto ha fotografato Giovanni Falcone con la moglie Francesca Morvillo, soli e senza scorta, al teatro dell’Opera a Caracalla.
Ha fotografato in esclusiva a Palazzo Farnese sede dell’ambasciata di Francia Giulio Andreotti quando fu fatto senatore a vita in una memorabile cena di cinquecento invitati, il fior fiore della politica e cultura e del mondo sociale.

Il suo archivio fotografico si compone di oltre sei milioni di immagini in bianco e nero, a colori e digitali e rappresenta una preziosa testimonianza della vita sociale, culturale e politica del nostro Paese. Grazie alla costante passione di Marcellino e della sua famiglia, una parte di questo archivio è accessibile al pubblico attraverso il blog  https://www.marcellinofoto.it/  che rappresenta una importante risorsa per la gli appassionati di fotografia e per gli studiosi interessati alla storia del nostro Paese.

Ha trascorso la sua vita tra locali notturni, teatri e premi letterari, consentendogli di catturare attimi magici di affetti, gioia e divertimento.

Marcellino Radogna è molto più di un fotografo. È un testimone del suo tempo, un custode della memoria collettiva, il cui lavoro continua a ispirare e a emozionare le generazioni presenti e future. Le foto sono state fatte in un arco di tempo di oltre cinquant’anni.
Ama definirsi “puer apuliae”.

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