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Non solo Roma – Puntata di Venerdì 7 Giugno 2024

Non solo Roma con Elisa Mariani – Puntata di Venerdì 7 Giugno 2024

Ancora violenza sulle donne: 26enne stuprata da un seriale e una “lista” di giovani studentesse al liceo Visconti di Roma

Ospite in collegamento dott. Lorenzo Puglisi, avvocato e promotore dello sportello “Sos Stalking

Le campagne di prevenzione, la comunicazione, i dibattiti e (pure) l’inasprimento delle pene bastano davvero? Si torna a parlare di violenza di genere nella Capitale con due casi che hanno scatenato un’ondata di indignazione e sconcerto.

Una 26enne, con una scusa, viene fatta salire in macchina, portata in posto isolato e stuprata: è successo qualche giorno fa in zona Magliana e il responsabile era già conosciuto per reati pressoché identici. Simone Borgese, 39 anni, è a tutti gli effetti un seriale.

La sua storia di crimini sessuali risale al 2015, quando fu condannato a scontare sette anni di carcere per uno stupro nei confronti di una tassista. Il 39enne era poi stato rilasciato nel giugno 2022. Inoltre, anche nel 2014 aveva aggredito una ragazza di 17 anni in un ascensore, molestandola sessualmente. Per questo, è poi stato condannato nel 2022 a due anni di carcere dopo che la vittima lo ha riconosciuto dalle foto sui giornali, pubblicate in seguito alla violenza sulla tassista.

Ma non finisce qui: al Liceo Visconti di Roma, peraltro uno dei più rinomati della Capitale, è stata affissa una vera e propria “lista” di 30 studentesse e dei loro presunti rapporti sessuali con i compagni. Un episodio che ha generato un’ondata di rabbia, indignazione, legittima richiesta di provvedimenti. Sei giorni di sospensione, commutati, visto che la scuola è finita, in un’attività con il Telefono Rosa, e ammissione agli esami di maturità con 6 in condotta.

È questa la decisione assunta dal consiglio di classe nei confronti dei cinque studenti che hanno scritto e affisso alla porta della classe la (tristemente) nota lista.

Operaio morto a Latina, Ugl Lazio: “Ancora un incidente sul lavoro, è un bollettino di guerra”

Ospite in collegamento Clarissa Montagna, redazione “Il Faro Online

“Ancora un incidente sul lavoro, ancora una morte bianca, ancora un episodio di quello che ormai, per numeri, è diventato un bollettino di guerra”.

Così l’Ugl Lazio esprime cordoglio per la morte dell’operaio di 38 anni avvenuta sul cantiere di una azienda di logistica in località Borgo Santa Maria, nella periferia di Latina (leggi qui).

“In primis – sottolineano il segretario Ugl Lazio Armando Valiani e Wladymiro Wysocki, responsabile Ugl Lazio per la sicurezza nei luoghi di lavoro – vogliamo stringerci attorno al dolore della famiglia del giovane operaio esprimendo le più sentite condoglianze, in seconda battuta, torniamo come sindacato a chiedere alle istituzioni di scelte più coraggiose per garantire a chi lavora sui cantieri e in ogni altro luogo di poter preservare la propria salute. Riteniamo che ormai non si possa più prescindere dalla formazione di una nuova cultura che parte dalle scuole dove è necessario insegnare la sicurezza sul lavoro come vera e propria materia”.

I dati sugli infortuni

Il sindacato mostra i numeri resi noti solo due giorni fa dall’Inail: “il 3 giugno l’INAIL ha comunicato i nuovi dati aggiornati sugli infortuni nei primi quattro mesi dell’anno 2024, facendo un confronto con lo stesso periodo del 2023. Nei primi quattro mesi gli infortuni registrati sono stati 193.979 rispetto ai 187.324 del 2023, un aumento di 6.655 casi (+ 3,6%), con esito mortale sono 268 che rispetto allo stesso periodo sono aumentati di quattro casi.

Solo il mese di aprile di questo anno le denunce di infortunio sono aumentate del 2,1% nella gestione del settore dell’industria e servizi, un aumento del 2,7% per l’agricoltura, un + 8,9% nel Conto Stato. Incrementi impressionanti in tutti quei settori che per la classificazione Ateco sono definiti a rischio alto, ovvero, + 20% noleggio e servizi di supporto alle imprese, + 19,2% nella Sanità, + 18,7% nel settore delle Costruzioni, nel trasporto e magazzinaggio si registra un + 11,7% e Commercio + 11,6%”.

“Dati – concludono Valiani e Wysocki – che devono allarmare e dare una scossa forte a tutte le istituzioni poiché viviamo una emergenza che interessa tutti e tutto il territorio nazionale e alla quale dobbiamo dare una risposta netta e concreta subito”.

Parco Archeologico di Ostia antica: dai nuovi scavi risorge la Roma imperiale

Nuovi frammenti archeologici di oggetti utilizzati nella vita imperiale e legati ai rituali del culto emergono dagli scavi nell’Area Sacra del Parco archeologico di Ostia antica. La scoperta, dopo il recupero di due frammenti dei Fasti Ostienses venuti alla luce l’anno scorso, è avvenuta nel corso di un recente intervento, attuato con fondi Cipe, e finalizzato alla risistemazione generale dell’area per la sua prossima riapertura al pubblico con il restauro dei templi e il ripristino delle canalizzazioni che garantivano lo smaltimento delle acque meteoriche.

Durante lo svuotamento di un pozzo, posto davanti alla scalinata del tempio di Ercole, profondo circa 3 metri e ancora pieno d’acqua, è emersa una cospicua quantità di reperti databili in gran parte tra la fine del I e il II secolo d.C., molto ben conservati in quanto immersi in un fango povero d’ossigeno. Si tratta di ceramiche di varia tipologia, anche miniaturistiche; di lucerne, di frammenti di contenitori in vetro, lacerti di marmo, ossa animali combuste e noccioli di pesca, sicuramente utilizzati in specifici rituali sacri all’interno dell’area archeologica.

Il ritrovamento di ossa combuste conferma in primo luogo lo svolgimento nel santuario di sacrifici animali (maiali e bovini, certamente), mentre le ceramiche comuni, anch’esse recanti tracce di fuoco, indicano che la carne veniva cotta e consumata durante i banchetti in onore della divinità. I resti di uno o più pasti rituali furono gettati nel pozzo, gli ultimi verosimilmente quando se ne era ormai dismessa la funzione.

Leggi tutti i dettagli qui.

Più collegamenti per le isole pontine: tratta Anzio-Ponza già attiva

La Regione Lazio, attraverso un atto che modifica e integra il contratto per l’affidamento dei servizi pubblici di cabotaggio marittimo di collegamento con le isole dell’arcipelago pontino, ha anticipato di 15 giorni l’entrata in servizio della tratta Anzio-Ponza, prevista per il 14 giugno 2024, rendendola attiva già dal 31 maggio 2024.

“Andiamo incontro alle richieste delle Amministrazioni delle isole pontine con le quali siamo in stretto contatto per poter migliorare e potenziare i collegamenti di una meta turistica per eccellenza, ma anche per facilitare gli spostamenti di tutti quei residenti che ogni giorno, anche per esigenze lavorative, devono utilizzare queste tratte”, dichiara l’assessore ai Trasporti e alla Mobilità della Regione Lazio, Fabrizio Ghera.

I collegamenti

Nello specifico quest’anno l’entrata in vigore del servizio da Anzio a Ponza (e viceversa) è stato attivato per il periodo 31 maggio 2024 – 29 settembre 2024 e assicurerà i collegamenti con l’isola tutti i giorni attraverso le partenze da Anzio la mattina alle 8.45 e da Ponza verso Anzio alle 17,30 con il raddoppio del servizio nei giorni di venerdì e domenica.

Cinque suicidi in meno di un mese, i nostri giovani si uccidono nell’indifferenza generale

Ospite in collegamento Roberta Di Pucchio, condirettore di “Frosinone News

Dall’otto maggio al quattro giugno la provincia di Frosinone ha registrato cinque suicidi. Quattro erano ragazzi giovanissimi, tra i 16 ed i 34 anni. C’è poi un uomo di 57 anni in quella che è una conta impietosa, inarrestabile. Lo scorso 23 maggio avevamo acceso i riflettori sul problema che non può non essere considerato un’emergenza sociale. I nostri giovani si uccidono, si impiccano, si gettano dai balconi di casa. Il tutto nell’indifferenza generale di politica ed istituzioni.

Alcuni candidati, in segno di lutto, hanno sospeso le campagne elettorali nei comuni di residenza di due delle vittime. Qualcuno si è limitato a definirla “una sconfitta”. Nessuno ha, però, parlato di emergenza e, soprattutto, di misure da mettere in campo da subito per fermare questa scia di morte. Nessun politico, nessun rappresentante delle istituzioni. Eppure, cinque morti in meno di un mese dovrebbero essere abbastanza per guardare in faccia la realtà. Gli esponenti politici del territorio, oltre a fare il mea culpa a parole, dovrebbero ammettere che non si tratta di una mera sconfitta ma del fallimento di un intero sistema. Assistenziale e sanitario.

Il fallimento del sistema assistenziale e sanitario nell’immobilismo della politica

In provincia di Frosinone, stando alle stime di Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, in rapporto alla popolazione, servirebbero almeno 40 psichiatri nelle strutture ospedaliere preposte. A conti fatti, non arriviamo neppure alla metà. Servirebbero almeno 20 neuropsichiatri infantili, ne abbiamo all’incirca 7. I Csm della provincia sono al collasso. Per non parlare del Reparto di SPDC, unico superstite di un’impietosa politica di tagli alla sanità che ha chiuso la porta in faccia a migliaia di famiglie lasciandole sole.

Lasciando i giovani a combattere, senza armi e senza sostegno alcuno, quei demoni che, giorno dopo giorno, li divorano a tal punto di far scegliere loro la morte come unica via d’uscita ad una sofferenza che sembra non trovare fine.

Dove abbiamo sbagliato? Nessuno sembra esser interessato a porsi questo interrogativo. Troppo scomodo, perché alla domanda dovrebbe seguire una risposta concreta. Così, alla luce dell’immobilismo e del silenzio della politica e delle istituzioni, la domanda ce la siamo posta noi. Ed abbiamo cercato una risposta, almeno in termini pratici, per suggerire le soluzioni necessarie.

Leggi qui: Servono politiche di investimento sulla salute mentale per fermare la strage

Elezioni: la campagna elettorale in un clima d’odio con atti vandalici e sfregi all’indirizzo delle varie forze politiche

Una campagna elettorale carica d’odio espresso nei modi più spregevoli. È quello che si evince in questi ultimi giorni prima del voto in provincia di Frosinone. Dopo l’atto vandalico ai danni della sede elettorale della Lega a Tecchiena di Alatri e quello che ha danneggiato l’apecar della candidata a sindaco di Cassino, Polidoro, un altro raid è stato registrato ad Amaseno. Scritte diffamatorie sono apparse sui manifesti di Forza Italia. A denunciare l’accaduto condannando il gesto è Gianluca Quadrini, Presidente del Gruppo di Forza Italia in Provincia di Frosinone: “Non tolleriamo atti di vandalismo. Condanniamo con forza i vergognosi attacchi ai nostri manifesti”.

Leggi: Distrutta a martellate l’apecar elettorale della candidata a sindaco

Presta un’auto ai rom, dopo averla recuperata gliela rubano e lo picchiano: 3 arresti

Gli operatori del commissariato di Polizia Statale di Sora e della squadra mobile della Questura di Frosinone hanno dato esecuzione ad una ordinanza del Gip presso il tribunale di Cassino che ha disposto, accogliendo la richiesta del pubblico ministero della locale procura della Repubblica, la misura cautelare degli arresti domiciliari, a carico di 3 sorani, appartenenti alla locale comunità rom, rispettivamente di 47 anni, 22 anni e 21 anni.

I 3 arrestati sono stati indagati per i reati di rapina in concorso, lesioni personali aggravate in concorso e per il solo quarantasettenne l’accusa è anche di minaccia grave. L’attività di indagine posta in essere dal personale della Polizia di stato ha evidenziato che il soggetto offeso, che aveva dato in prestito la propria autovettura ad uno dei tre arrestati, era riuscito, dopo alcune difficoltà legate alla mancata restituzione del mezzo, a recuperarne il possesso.

Tuttavia, subito dopo il recupero, è stato minacciato e successivamente rapinato dello stesso veicolo da parte dei 3 uomini, nell’occasione riportava anche delle lesioni personali. Pertanto, in virtù della sopra richiamata ordinanza i 3 indagati venivano posti agli arresti domiciliari presso le proprie abitazioni, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

 

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