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Non solo Roma – Puntata di Giovedì 6 Giugno 2024

Non solo Roma con Elisa Mariani – Puntata di giovedì 6 Giugno 2024

“Roma criminale”, dopo l’arresto di Marcello Colafigli si riaccende l’attenzione sulla criminalità romana

Ospite in collegamento Davide Sperati, giornalista de “La Cronaca di Roma”

Potremmo definirlo come colui che contribuì alla nascita e all’escalation di una delle organizzazioni criminali più potenti e note a Roma, la Banda della Magliana: Marcello Colafigli, detto “Marcellone“, 70 anni e pluricondannato è di nuovo finito in manette.

Nonostante fosse in regime di semilibertà, l’uomo era riuscito a gestire importanti operazioni di traffici di droga: aveva stabilito contatti con la ‘ndrangheta, la Camorra, la mafia foggiana e cartelli narcos sudamericani, facilitando l’importazione di ingenti quantitativi di stupefacenti dalla Spagna e dalla Colombia.

Le indagini hanno evidenziato la capacità di Colafigli di mantenere il controllo su operazioni complesse, orchestrando cessioni e acquisti di droga mentre era parzialmente libero.

E da qui si riaccende la questione legata alla criminalità romana: quanto è ancora viva? Quanto è ancora forte l’influenza delle organizzazioni criminali sulla nostra città?

“Certamente la criminalità a cui abbiamo assistito negli anni ’70 a Roma si è assopita – ha sottolineato Davide Sperati – c’è meno violenza, meno crudeltà evidente. Ma è anche vero che il mercato della droga continua ad essere un traino molto attraente. Sono in molti, probabilmente condizionati dalla crisi economica a cercare guadagni facili e questo settore, purtroppo, assicura questo obiettivo”.

Lazio, negli ultimi 5 mesi 24 morti sul lavoro. Cgil: “Innaccettabile”

Ospite in collegamento Giampiero Modena – dipartimento salute e sicurezza “CGIL Roma e Lazio”

Si allunga la lista delle morti sul lavoro nella nostra Regione. Il tragico conto è arrivato a 24 da inizio anno. Una situazione che la Cgil definisce “inaccettabile”.

In una nota il sindacato evidenza i tristi numeri delle morti e degli infortuni sul lavoro nel Lazio: “Con i due giovani lavoratori di Capranica e di Latina, sommati ai 22 dichiarati da INAIL fino ad aprile, in soli 5 mesi nel Lazio 24 persone hanno perso la vita sul lavoro”.

“Dall’inizio dell’anno e fino a fine aprile, sempre secondo l’Inail, nel Lazio ci sono stati 85 infortuni al giorno: – continua la nota – in aumento rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. La cosa è che non solo continuano ad aumentare gli infortuni in itinere, ossia andando e tornando dal lavoro (solo ad aprile di quest’anno + 29% rispetto al 2023), ma stanno riprendendo a crescere anche quelli sul lavoro: ad aprile di quest’anno +12% rispetto all’anno scorso”.

Si tratta di vite di persone di ogni età: a perdere la vita, secondo i dati INAIL oltre agli ultra cinquantenni cominciano a essere anche persone più giovani: “Troviamo inaccettabile pensare che per chi va a lavorare continui a essere una scommessa il ritorno a casa dai propri cari: la Regione deve predisporre un piano di controlli mirati che verifichi l’osservanza delle norme di salute e sicurezza in concreto e non solo sulla carta” conclude la nota sigla sindacale.

Operaio morto a Latina

Nella notte tra martedì 4 e mercoledì 5 giugno, un operaio di 38 anni è morto in un incidente all’interno di un’azienda di logistica a Borgo Santa Maria, Latina. Nonostante i soccorsi, non è stato possibile salvare il lavoratore. Secondo quanto riportato da varie fonti locali, sembra che l’operaio stesse impegnato in operazioni di scarico della merce prima dell’accaduto. È stato colpito improvvisamente da qualcosa, e sono stati i suoi colleghi a chiamare i soccorsi.

Laureati Stem, le donne continuano a essere poche

Ospite in collegamento Cinzia Giorgio, direttrice di “Pink Magazine Italia

Se tra i laureati italiani crescono le donne (76,8 ogni mille contro 40,9 uomini ogni mille nel 2021), nelle discipline STEM le differenze di genere continuano a restare evidenti con un quadro che posiziona l’Italia ancora indietro rispetto alla media europea. I dati sono contenuti nell’ultimo Rapporto BES 2023 di Istat. E saranno presentati insieme ai dati sulle discipline Stem sul palco dello Stem Women Congress, al BASE di Milano il 28 maggio. Un terreno fertile su cui innestare il dibattito attorno agli stereotipi di genere che ancora esistono nel mondo scientifico.

Quadro generale positivo vs presenza femminile.

Mentre il rapporto presenta un quadro in generale positivo, con un miglioramento significativo della percentuale di giovani che scelgono percorsi di studi nelle materie scientifiche – 17,8 giovani ogni mille tra i 20 e i 29 anni, rispetto ai 16,5 nel 2020 e i 16,1 nel 2019 – persistono le differenze di genere nelle scelte educative.

Nell’insieme dell’Unione europea (UE27), nel 2021 circa 4 milioni e 300 mila persone hanno conseguito un diploma di laurea, di cui 459 mila in Italia, con una crescita di 65 mila persone rispetto al 2020). Tuttavia, mentre 86 giovani ogni mille nella fascia d’età 20-29 anni nell’UE27 ottengono un titolo terziario, in Italia questo valore si attesta a 76,4 ogni mille. Se entriamo nel particolare delle discipline STEM, 18,3 giovani ogni mille in Italia conseguono una laurea.

Contro i 58,1 ogni mille che ottengono un titolo in discipline non STEM, con marcate differenze di genere. Infatti, ogni 1000 ragazze, di età compresa tra i 20 e i 29 anni, nel nostro Paese, solo 14,3 portano a termine gli studi nei percorsi scientifici e tecnologici, contro 21 ragazzi.

Dati che mettono in luce la necessità.

E l’urgenza di iniziative volte a incentivare l’incremento delle “quote rosa” nelle discipline scientifiche. Promuovendo un’equità di genere che possa contribuire a eliminare qualsiasi barriera possa impedire la piena realizzazione formativa e professionale in queste aree.

“La fotografia presentata da Istat impone un momento di riflessione: è giunto il momento di avviare proposte concrete per superare gli stereotipi di genere nelle discipline scientifiche. E costruire un futuro in cui uomini e donne abbiano pari opportunità di contribuire allo sviluppo tecnologico e scientifico del nostro Paese. In questa direzione lo Stem Women Congress rappresenta un’opportunità cruciale. Un megafono per raggiungere quante più persone possibile”, commenta Laura Basili, Presidente dello Stem Women Congress e co-founder di Women at Business insieme a Ilaria Cecchini.

Ed è proprio con questi obiettivi che il 28 maggio si alterneranno interventi delle istituzioni, delle aziende. E delle voci ispiratrici di donne che hanno perseguito i propri sogni, ma anche progetti e opportunità concrete portate ai tavoli di lavoro dalle community di donne oltre che confronti di carriera tra alcune delle aziende presenti e le ragazze durante gli “speed date”.

L’intero programma e il form di registrazione è disponibile qui: https://www.womenatbusiness.com/stem.php

Stem Women Association

Nata in Spagna nel 2019, Stem Women Association ha lo scopo di colmare il gender gap nel mondo Stem e promuovere il talento femminile per accelerare l’inclusione delle donne nel mondo accademico e professionale in campo scientifico e tecnologico. Il progetto si articola in una serie di attività che culminano nel grande evento annuale. Lo Stem Women Congress, che nel 2024 approda per la prima volta in Italia a Milano, grazie alla partnership tra Orange Group e Women at Business. E al coinvolgimento di istituzioni, aziende, scuole, associazioni femminili  e altri stakeholder.

Stem Women Italia

Dalla sua istituzione, Stem Women Congress ha registrato cinque edizioni a Barcellona e una a Madrid, per debuttare lo scorso ottobre a livello internazionale a Lisbona. Nel 2024 sono previste edizioni a Barcellona, Madrid, Lisbona e Bogotá, oltre a quella milanese.

Puppy Yoga: dal benessere personale allo sfruttamento

Il mondo del fitness si apre a una novità ritenuta da molti esperti uno dei trend più famosi di quest’anno, sia in Italia che all’Estero: il Puppy Yoga. Questa nuova disciplina, nata pochi anni fa negli Stati Uniti con il nome di “doga”, una fusione tra yoga e dog (cane). Successivamente rapidamente “adottato” in Inghilterra, Australia e Canada. Si diffonde quest’anno in Europa: Parigi, Madrid, Londra e, infine, Milano e Roma. Tale disciplina prevede sessioni di 20 minuti di yoga e 40 minuti di coccole e giochi con cuccioli di poche settimane, tutta la settimana e soprattutto nei week-end.

Cosa si nasconde dietro questa “pratica”

I cani utilizzati sono generalmente cuccioli di razza, in un’età delicatissima per il loro sviluppo sociale, emotivo e cognitivo: alcuni hanno solo sei settimane, mentre per legge, dovrebbero stare con la madre almeno per le prime otto settimane di vita. Chiara Tosini, medico veterinario specializzata in GpCert exotic animal practice. “È una modalità di socializzazione scorretta ed espone i cuccioli ad interazioni che possono essere traumatizzanti, considerando anche i rischi sanitari in un’età così delicata. È un modo per attirare le persone e vendere i cuccioli. Penso che non ci sia proprio il dubbio in merito alla scorrettezza dell’iniziativa. Alla luce inoltre di tutta la corposa normativa italiana sull’attività assistita con gli animali”, afferma.

Molto spesso i cuccioli non hanno terminato né la profilassi vaccinale né la sverminazione, che consentirebbero loro di entrare in contatto in sicurezza con le persone. A detta di molti, il Puppy Yoga non è altro che una vetrina per commercianti senza scrupoli, che mirano al loro benessere esclusivo a scapito degli animali. I problemi più gravi, però, derivano da un vero e proprio maltrattamento che i cuccioli subiscono. I cagnolini coinvolti nelle sessioni, il più delle volte, sono esposti a troppi stimoli per molte ore. E vengono lasciati senza acqua e cibo per evitare che sporchino la sala urinando.

Silvia Casali, medico veterinario esperto di comportamento con metodo cognitivo relazionale, interventi assistiti con animali e coadiutore di cane, gatto e coniglio. “I cuccioli tendenzialmente non devono essere allontanati dalla madre prima dell’ottava settimana di vita. Perché è proprio in questo periodo in cui la madre li aiuta, sorregge e insegna loro l’autocontrollo e l’autonomia. Il cucciolo che sta scoprendo il mondo in una famiglia umana deve necessariamente essere sorretto da noi umani, che abbiamo un ruolo fondamentale in questo processo”, ci dice.

La nota del Ministero della Salute

Lunedì 29 Aprile, il Capo Dipartimento One Health, Giovanni Leonardi, con una nota interna, ha stabilito che le sedute di yoga con i cani rientrano nelle attività di IAA (Interventi Assistiti con Animali) e per questo, non possono mai essere impiegati cuccioli. Il dipartimento nazionale che si occupa della salute animale, che fa parte del Ministero della Salute, ha ribadito che questa pratica va considerata come una “attività assistita con gli animali” (Aaa) e deve quindi rispettare tutte le normative che regolano questo genere di attività. In particolare sono legali attività di cosiddetta “pet therapy” solo con animali adulti: quelle con cuccioli non possono quindi essere organizzate.

Lo slow fashion e l’economia circolare

Mantenere in circolo capi già indossati dando importanza alla qualità invece alla quantità grazie anche al second-hand e al vintage. Sono soprattuto le piccole e medie imprese ad avere abbracciato la slow fashion per uno sviluppo sostenibile. La qualità e la longevità dei capi hanno acquisito un’importanza primaria applicando un ciclo produttivo definito economia circolare. Si tratta di riutilizzare, riparare, riciclare capi già esistenti il più lungo possibileLa moda etica e la moda sostenibile si basano su questa forma di economia, applicando un modello di slow fashion.

Kore

Si tratta di una società che nasce da Intersos una grande OMG presente in venti paesi con sede a Roma che promuove l’inserimento lavorativo nel mondo sartoriale di persone vulnerabili come donne vittime di sfruttamento, violenza psicologica e fisica. Kore offre anche un supporto a livello sociale ridando loro fiducia in se stessi per raggiungere una completa autonomia lavorativa e sociale. Propone prodotti di alta qualità: gadget, abiti da lavoro, linea beauty, linea pet, bomboniere, idee regalo, confezioni conto terzi e ha anche una linea di tisane etiche bio.

Restyled by G

Gaia ha fondato un brand in cui ogni creazione è pensata per essere riadattata essendo basata su capi sartoriali. Si parla di recupero di scarti di sartoria, capi e materiali che altrimenti sarebbe gettati via e scartati. Sono modelli streetwear ispirati a Dapper Dan che partiva dall’upcycling come tecnica per creare capi sportivi negli anni ’80 in America per i primi esponenti della cultura hip hop. La sua caratteristica era la “fun fact”: unire vari tessuti e parti di capi di marchi di lusso nelle sue creazioni come rivendicazione sociale. Sono capi senza etichette di genere, versatili che permettono diverse vestibilità.

Un esempio sono le gonne come quella ricavata da uno scampolo di un capo spalla. Nella realizzazione è stata alterata solo una parte dello scampolo per creare lo scampolo per creare lo spacco e la chiusura sulla vita per un design semplice e unico. E’ un brand artigianale e di slow fashion a beneficio di uno stile creativo e personale a cui si unisce il lavoro di sarte indipendenti che applicano la tradizione al recupero di materiali.

Eleonora Riccio

Eleonora è un’esperta in colori e tinture naturali derivanti non solo dalle piante una delle sue passioni principali. Ha creato un brand di Pret a Porter e Haute Couture in cui usa le tinture naturali provenienti da scarti agricoli o potature varie. Si avvale dell’aiuto di aziende agricole, vivaisti e giardinieri per la realizzazione dei suoi pigmenti naturali. Si occupa anche di eco-printing che consiste nel reperire e congelare foglie durante le stagioni più calde per utilizzarle nella stagione invernale. È una stilista Green che sottolinea l’importanza di comprendere il valore che c’è dietro a quello che si crea.

Caterina Moro

È una giovane stilista che unisce la moda all’arte e alla natura. La ricerca artistica infatti è una costante nelle sue collezioni. Ha collaborato con artisti come Germano Serafini nella collezioni Heima e Metamorphoses, Lucamaleonte nella collezione Pancratium Maritimum e Carina Sohl per Utopia dove la bellezza dei fiori impressi sulla pelle sottolinea l’unicità dei capi. I suoi abiti esprimono armonia e amore per l’arte. Il suo scopo è di creare “Textile Art for Human Bodies”.

Dietro ogni collezione c’è una ricerca accurata di materiali e attenzione all’artigianalità. Sono creazioni concepite per avere valore nel tempo. Meno capi nel nostro guardaroba ma di valore, che sono realizzati con tessuti di qualità di cui si conosce la provenienza, caratterizzati da una bellezza che cresce nel tempo. Mixando infatti un capo di una capsule con un altro potremo creare sempre nuovi look esprimendo al meglio la nostra personalità.

Questi brand danno vita a creazioni uniche, sartoriali fatte per durare nel tempo grazie alla qualità del prodotto che riflette i nostri valori e il nostro modo di pensare. Il futuro della moda è nello slow fashion che promuove la sostenibilità scegliendo di prendersi cura di se stessi e dell’ambiente.

I cani “pericolosi” esistono davvero? Facciamo chiarezza con Oipa

Ospite in collegamento avv. Claudia Taccani – responsabile ufficio legale di Oipa e portavoce del Presidente

Ogni volta che sentiamo parlare di aggressioni o morsi da parte di un cane ad un essere umano, nella nostra mente scatta in maniera automatica un collegamento: dipende dalla razza. Pensiamo al caso di Manziana: un uomo fa jogging e viene sbranato da tre Rottweiler. Ci sembra una vera e propria conferma.

Ma quando si scopre che anche le razze comunemente più docili e mansuete posso diventare “pericolose” si rimane basiti.

Se è vero che negli ultimi anni gli attacchi animali sono aumentati, è aumentato pure il contributo scientifico (e normativo); gli esperti, infatti, cercano di rispondere soprattutto ad un quesito: esistono davvero razze più pericolose di altre?

Come spiegano Carri Westgarth e John Tulloch, esperti in interazione fra uomo e animale, su The Conversation:  “Ci sono poche prove scientifiche coerenti sul fatto che alcune razze siano intrinsecamente più aggressive di altre. Le nostre valutazioni suggeriscono che le razze segnalate per mordere sono semplicemente le razze più popolari in quella regione. Tuttavia, quando esaminiamo le razze coinvolte negli incidenti mortali, è chiaro che la maggior parte sono grandi e potenti. Questo non vuol dire che le razze più piccole non possano uccidere – è noto che lo fanno –, ma logicamente è più difficile solo perché di solito sappiamo difenderci”.

 

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