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Politica, antipolitica, contropolitica (Con Tommaso Blasi e Alessandro Montedori, 3/05/2024)

 

 

Politica, antipolitica, contropolitica al tempo delle elezioni europee.

Ne parliamo con Tommaso Blasi, psichiatra e Presidente “Comitato Umani” e con Alessandro Montedori, medico e presidente Co.Sa.U, dopo l’importante convegno a Foligno in sala comunale del 17 marzo.

Alle ultime elezioni politiche Fratelli d’Italia ha preso circa 7,3 milioni di voti e in totale il centro destra ne ha presi circa 12 milioni, allora è chiaro che i circa 21,5 milioni tra astenuti, voto di protesta e schede bianche rappresentano di gran lunga il “partito” più votato che rappresenta oltre il 42,5% degli elettori, poi ci sarebbe da aggiungere un altro milione di persone che ha votato per i partiti “anti sistema” e siamo a 22,5 milioni. 22,5 milioni di Italiani che non hanno nessuna fiducia in questo Parlamento e soprattutto che da questo Parlamento non si sentono rappresentati. Ci fermiamo qui senza contare chi ha votato Fdi turandosi il naso o M5S per il reddito di cittadinanza, che potrebbe contare un ulteriore 5%-10%.  Questa è la politica oggi.

I numeri parlano chiaro e sono i dati ufficiali, il partito che ha vinto le elezioni non governerà, e non sarà rappresentato ma il suo peso è quasi il doppio di quanto raccolto dal centro destra, questa è la politica oggi. Che cosa poteva succedere se qualcuno fosse riuscito a unire questo elettorato sotto un unico simbolo? I partiti “anti sistema” hanno fallito, senza appello, hanno provato a giocare con la politica ma ne sono rimasti bruciati, ci sarà qualcuno in grado di intercettare questo malumore per creare il movimento politico che potrebbe diventare di gran lunga il più importante del paese, possibilmente senza capetti e prime donne? La partita, per chi ancora ci crede, è tutta qui ed è ancora tutta da giocare.

In occasione delle ultime elezioni politiche diversi personaggi con una certa visibilità social, si erano apertamente schierati per l’astensione, con la motivazione principale del “tradimento” dei partiti antisistema che invece di presentarsi uniti avevano deciso di presentarsi separatamente disintegrando così il dissenso e il loro stesso consenso. Anche questo è fare politica?

Se da un lato la” vittoria” dell’astensionismo è stato un chiaro messaggio ai partiti antisistema, dall’altro è evidente che nulla è cambiato, al governo e all’opposizione abbiamo le stesse facce e gli stessi partiti.

A breve ci saranno le elezioni europee e alcuni, tra cui ad esempio Ornella Mariani Forni, hanno ricominciato a predicare l’astensionismo, come se astenendosi si possano cambiare le cose.

I motivi dell’antipolitica sono ben noti ed è facile soffiare sul fuoco del malcontento e della disillusione, ma le elezioni europee non hanno un quorum, se quindi per assurdo andassero a votare un centinaio di persone, deciderebbero per tutti.

È vero che in caso di un’astensione superiore al 50% la UE sarebbe delegittimata, ma solo in teoria perché in pratica sappiamo benissimo che le elezioni sarebbero considerate comunque valide.

Poi c’è un’altra considerazione da fare, se è vero che il nostro governo è pesantemente condizionato dalla UE e dalle sue politiche, è proprio nella UE che bisogna cercare di cambiare le cose e l’unico modo che abbiamo è andare a votare. (L’articolo prosegue dopo l’immagine).

Politica UE: il parlamento europeo di Strasburgo
Politica UE: il parlamento europeo di Strasburgo – Cédric Puisney, CC BY-SA 3.0 <http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0/>, via Wikimedia Commons

Siamo in par condicio e quindi non possiamo parlare delle politiche europee ma sappiamo quanto è accaduto con la pandemia e i vaccini, con l’OMS, la guerra in Ucraina e quella a Gaza, l’ideologia gender e quella green, l’agricoltura e gli OGM, il controllo dei social e la censura, giusto per citarne alcune.

Poco importa se la UE e l’euro ci sono stati imposti senza chiederci il permesso, senza un referendum, il che non sarebbe permesso dalla nostra costituzione, come ha spiegato negli anni molto bene un avvocato che non citiamo perché candidato.

Poco importa perché di fatto la UE ci governa, anche il parlamento è stato più volte eletto grazie ad una legge elettorale incostituzionale, ma non per questo è stato considerato illegittimo o si sono ripetute le elezioni.

La Politica e le leggi elettorali incostituzionali

Nel 2023 per la quinta volta i cittadini italiani sono stati chiamati al voto con una legge elettorale incostituzionale: nel 2006-2008-2013 con la legge n.270/2005 (porcellum), nel 2018 con la legge n. 165/2017 (rosatellum) e nel 2023 con la stessa legge n.165/2017 cui sono state apportate modifiche peggiorative inserite dalla legge n. 51/2019.

“La Costituzione, come diceva Piero Calamandrei, è un programma ancora incompleto, perché essa non è una macchina che una volta avviata va avanti da sola, ma va sempre alimentata. Per questo una delle offese che si fanno alla Costituzione è l’indifferenza alla politica. È un pò una malattia dei giovani l’indifferentismo alla politica…”.

Il virus dell’indifferentismo costituisce la vera e più pericolosa malattia da cui sono colpiti tutti i cittadini.

Se vogliamo fermare il declino della nostra Italia ed una discesa irreversibile verso l’autoritarismo con inevitabile riduzione e successiva perdita dei nostri diritti, abbiamo il dovere di unirci e di lottare con gli strumenti che la Costituzione e la legge ci mettono a disposizione per pretendere il rispetto di ogni diritto e soprattutto la restituzione di quel potere che ci appartiene e che invece delle associazioni di fatto non riconosciute ci hanno sottratto, arrogandosi il potere di scegliere e nominare i componenti del Parlamento grazie al diffuso indifferentismo dei cittadini alla politica.

Chi non lo farà assumerà con la sua inerzia colpevole le responsabilità di tutti gli eventi infausti che purtroppo non sono lontani, ma sono ormai prossimi.

Lo stesso presidente Mattarella è stato eletto da un Parlamento eletto tramite una legge elettorale incostituzionale, ma non ha mai battuto ciglio facendosi perfino rieleggere.

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