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Non solo Roma – Puntata di Mercoledì 24 Aprile 2024

Non solo Roma con Elisa Mariani – Puntata di Mercoledì 24 Aprile 2024

“Donne R-Esistenti”, la mostra a Roma sul ruolo femminile nella resistenza romana

Ospite in collegamento Marina Pierlorenzi, presidente “ANPI provinciale di Roma

Tre giorni di eventi, incontri, mostre per celebrare la Liberazione e ricordare i valori della Resistenza: dal 23 al 25 aprile, Roma Capitale, per il secondo anno consecutivo, organizza la Festa della Resistenza. Obiettivo: commemorare la lotta partigiana che portò alla liberazione dell’Italia dal nazifascismo e riflettere sui valori di democrazia, libertà e uguaglianza, che animarono migliaia di donne e uomini tra il 1943 e il 1945.

Un programma ricco di eventi, con circa 80 appuntamenti tra lezioni, incontri, spettacoli, concerti e proiezioni che si svolgeranno nei luoghi simbolo della Resistenza romana, nei quartieri del V e VII Municipio.

Martedì 23 aprile presso l’Ex Sala Consiglio del VII Municipio a Villa Lazzaroni alle ore 16 si è svolta la presentazione della mostra Donne R-Esistenti a Roma, proposta da ANPI.

Presente, tra gli altri, Marina Pierlorenzi, che incontrerà i visitatori nel corso dell’inaugurazione. Un percorso multimediale sulle donne che hanno vissuto la Resistenza nella Capitale – gappiste, partigiane, patriote, staffette, postine, prigioniere, alcune cadute – dalla resistenza armata alla resistenza civile. I pannelli e le video installazioni raccontano una stagione straordinaria, con i materiali provenienti dall’archivio storico dell’ANPI Provinciale.

Eur, coppia aggredita da una babygang

Ospite in collegamento Michela Anniballi, redazione “Roma Daily News

A Roma si torna purtroppo a parlare del fenomeno delle baby gang. Una coppia di fidanzati ha raccontato di aver subito un’aggressione da parte di un gruppo di ragazzini minorenni, fra cui anche 2 bambine. La ragazza ha riportato alcune ferite.

Il fatto si è verificato nel corso della giornata di domenica 21 aprile, intorno alle ore 15.00. I due fidanzati avevano deciso di trascorrere il pomeriggio al Parco Centrale del Lago, conosciuto anche come Laghetto dell’Eur. La coppia non pensava minimamente di imbattersi in un gruppo di ragazzini violenti. Sara e Marco, d’altronde, si trovavano in un parco pubblico, frequentato anche da famiglie.

Invece, contro ogni loro aspettativa, si sono ritrovati di fronte a un branco di ragazzi, una baby gang. “Erano all’ingresso del parco, ci stavano guardando con sguardo minaccioso e fare provocatorio. Non aspettavano altro che attaccar briga“, racconta la ragazza, descrivendo l’incontro. “Saranno stati in sette, c’erano anche due bambine. Quasi tutti avranno avuto 10 o 11 anni, non di più“, aggiunge.

Lasciano senza parole questi ultimi dettagli forniti dalla vittima; a far parte della baby gang anche due ragazzine, un fenomeno che non riguarda più soltanto i maschi e l’età, 10 e 11 anni, dei bambini. Nonostante ciò, il branco ha saputo come muoversi, aggredendo i due ragazzi più grandi. Sara e Marco, intuendo le intenzioni del gruppetto, decidono di cambiare strada. Questo, tuttavia, non ferma la baby gang che decide ugualmente di agire.

Dopo aver inseguito la coppia, uno dei bambini afferra una lattina di birra e senza pensarci due volte la scaglia verso Sara, finendo per colpirla in testa. “D’istinto mi sono toccata il capo, sentivo che doleva: la lattina mi ha ferita provocandomi un taglio”, racconta la giovane. Inevitabile domandarsi cosa sarebbe potuto accadere se la lattina l’avesse colpita ad un occhio.

Superata l’aggressione, i due fidanzati sono riusciti ad allontanarsi, con tanta paura e incredulità. “Io e Marco volevamo chiedere aiuto, ma abbiamo optato per andarcene da quel luogo il prima possibile… abbiamo avuto tanta paura”, confessa la ragazza.

Si torna a scrivere di un ennesimo episodio di violenza da parte di ragazzini giovanissimi, che in questi ultimi anni si stanno rendendo protagonisti di sfide pericolose, aggressioni contro persone e animali indifesi.

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La verità su Edoardo, tifoso della Roma: fake o no?

Nessuna fake news. Parliamo di Edoardo, il tifoso della AS Roma gravemente malato che ha commosso tutti con una telefonata in una nota radio romana in cui chiedeva a De Rossi di vincere la coppa perché poteva essere la sua ultima volta. Giorni fa è stata diffusa la notizia che Edoardo esisteva sì, ma non era malato gravemente e non aveva mai chiesto un appuntamento per l’eutanasia, smentendo tutto ciò che aveva detto nella chiamata. Ma la realtà è ben diversa anche se il termine “malattia terminale” (corretto durante la telefonata dal tifoso) era improprio.

Arriva una voce ufficiale a chiarire il caso di Edoardo, la cui chiamata in radio è diventata virale.

A parlare della situazione è Stefania Bettinelli, presidente dell’associazione modenese “Le ali di Camilla”, la quale si occupa di promuovere la ricerca e la cura dell’Epidermolisi Bollosa e di altre malattie rare degli epiteli di rivestimento.

Nella chiamata dice: “Edoardo esiste, è un nostro associato, e il suo dolore è vero. Come associazione dobbiamo e vogliamo tutelare la sua privacy, perché nel mondo delle malattie rare e ultrarare anche solo il nome, la città e il nome della malattia rendono la persona immediatamente identificabile. Non solo Edo esiste, ma quello che ha detto è quello che pensava”.

“E chiedo rispetto per la profondità e la delicatezza di quello che ha rivelato, parlando di pancia, come qualsiasi tifoso che si rivolge alla radio della sua squadra del cuore. Senza nessun retropensiero o secondo fine. Vi chiedo, per favore, di non strumentalizzare il suo sfogo e di trattarlo con il rispetto che merita. Ringrazio infine le tante persone che con sincerità hanno preso a cuore la sua storia”.

Gli speaker di Teladoiotokyo su Teleradiostereo che avevano accolto la telefonata di Edoardo sono andati a trovare il tifoso che gli ha mostrato non solo tutti gli esami e i protocolli di cura ai quali si sottopone, ma anche le condizioni fisiche e psicologiche nonostante la volontà di restare nell’anonimato. Non poteva fare altro di fronte ai dubbi. Edoardo ha una patologia cronica, incurabile e degenerativa: «Ci convivo da anni e ho iniziato una cura sperimentale che mi costringe ad andare fuori Italia».

Edoardo merita di ricevere tutto l’amore e il calore dei giorni scorsi soprattutto per il modo con il quale ha gestito tutto in questi difficili anni: «Quello che ho lo sanno i miei genitori, due dei miei amici più cari e mia moglie, che perfino l’anno scorso, quando ci siamo sposati, mi ha curato amorevolmente al bagno all’oscuro degli invitati, naturalmente ignari di tutto».

La dottoressa ha parlato oggi, 23 aprile, ai microfoni di Teleradiostereo durante la trasmissione Te la do io Tokyo.

“Confermo che Edoardo esiste ed è molto malato. Sono grata a trasmissioni come la vostra e alle testate che hanno dato spazio alla nostra smentita. Perché è chiaro che quando Edoardo ha chiamato lo ha fatto senza pensare alle conseguenze. Ha chiamato da tifoso la sua radio e ha raccontato quella che era una coincidenza per lui legata al calcio e che gli era sembrata curiosa”.

“Lui ha iniziato il percorso per il fine vita, aveva chiesto un appuntamento e gli era capitata la data della potenziale finale e questa cosa l’aveva colpito perché lui è romanista fino al midollo. Voleva solo sottolineare questa coincidenza e non si immaginava quello che si sarebbe scatenato dopo. Lui ci è rimasto male e mi sembrava corretto dire che le reazioni degli altri possono fare malissimo soprattutto quando una cosa è vera viene etichettata come falsa”.

“Da presidente di un associazione dovevo intervenire. Non si può giudicare il dolore degli altri. Il dolore non è visibile ma personale, anche se non si vede fa malissimo. Prima di entrare in questo chiedo di mettersi i guanti di velluto e di metterci la delicatezza che serve. Pensateci bene prima di intervenire su questa tema”.

Concerto del Primo Maggio 2024, tutto ciò che c’è da sapere

Torna il Concertone del 1 maggio nella Capitale, tante le novità di questa edizione per il più grande concerto live gratuito d’Europa promossa da Cgil, Cisl e Uil: nuovi conduttori, Noemi e Ermal Meta, nuova location, il Circo Massimo.

Quasi nove ore di musica ma anche il tema dei diritti, come da tradizione: tutto questo nel Concerto del Primo Maggio, il grande appuntamento, giunto alla 32ª edizione, che dal 1990 raduna, nel giorno della Festa dei Lavoratori, decine di artisti e centinaia di migliaia di spettatori per uno degli eventi più seguiti.

Dopo sei anni non ci sarà più Ambra Angiolini. Alla guida dell’evento due cantanti: Noemi e Ermal Meta (che canteranno anche durante la serata). La prima parte dello show (opening), anteprima live che inizia alle 13.15 sarà invece affidata a BigMama, una delle protagoniste dell’ultimo Festival di Sanremo che inviterà sul palco Albe, Cioffi, Diego Lazzari e Nashley, Etta, Gaudiano, Irbis.

Si esibiranno anche i 3 finalisti del contest 1MNext dedicato agli artisti emergenti – Atarde, Giglio, Moonari – per una finalissima che decreterà il vincitore assoluto del contest.

Ecco gli artisti che si esibiranno al Circo Massimo (in ordine alfabetico): Achille Lauro, Alda, Anna Castiglia, Ariete, Bigmama, Bloom, Caffellatte & Giuze, Chiamamifaro, Coez & Frah Quintale, Colapesce Dimartino, Cor Veleno, Cosmo, Dargen D’amico, Ditonellapiaga, Ex-Otago, La Municipal, La Rappresentante Di Lista.

E poi: Leo Gassmann, Lina Simons, Mahmood, Malika Ayane, Maria Antonietta E Colombre, Mazzariello, Mille, Morgan, Motta, Negramaro, Olly, Piero Pelù, Piotta, Rosa Linn, Rose Villain, Santi Francesi. E ancora: Stefano Massini e Paolo Jannacci, Tananai, Teseghella, Tripolare, Tropico, Ultimo, Uzi Lvke, Vale Lp.

Il Concertone, come da tradizione, sarà a ingresso gratuito e sarà trasmesso (a partire dalle ore 15.15 e fino alle 00.15 con una pausa dalle 19.00 alle 20.00 per le edizioni dei telegiornali) in diretta su Rai 3 e Rai Radio 2 e andrà in onda su RaiPlay e Rai Italia.

Nuovo appuntamento con “Note Scarlatte”: la storia di Annalisa e di come si reagisce ad uno shock

In studio Sergio Siciliano, autore e attore; ospite in collegamento Annalisa Albanese, impiegata

Torna un nuovo appuntamento di “Note Scarlatte“, la rubrica con Sergio Siciliano a Non solo Roma. Raccontiamo, attraverso le storie e le testimonianze degli ospiti, il dolore a 360°. Come si esce da un momento doloroso? Siamo le stesse persone di prima? Ma soprattutto, quante sfaccettature ha questo sentimento?

Oggi la storia di Annalisa Albanese, giovane donna che nel 2001 affrontò un momento davvero difficile. Per una serie di coincidenze si trovò ad essere vittima di rapina in un ufficio postale; i rapinatori la presero come ostaggio, momenti concitati, difficili, che lei ricorda con estrema lucidità.

“Il rapinatore mi teneva stretta con il braccio al collo e avevo una pistola piantata sulla tempia, – racconta Annalisa – il freddo dell’arma non lo ricordo solo sulla testa, sentivo freddo su ogni organo del corpo. In seguito ho avuto bisogno di essere aiutata con la terapia, avevo attacchi di panico, paura, è stato terribile. Ma nonostante tutto, in quei momenti pensi davvero che la persona che potrebbe potenzialmente ucciderti, ha la tua vita tra le mani e quindi in un certo senso lo ringrazio”.

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