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Roma, due studentesse si incatenano davanti al rettorato della Sapienza: “Rompiamo accordi con Israele”

Prosegue la protesta dei collettivi della Sapienza. Dopo le “tende contro il genocidio” posizionate nell’area del pratone, questa mattina, nella giornata della riunione del Senato Accademico, due studentesse del movimento Cambiare Rotta si sono incatenate ad un totem davanti al rettorato dell’università.

Roma, due studentesse si incatenano davanti al rettorato della Sapienza: “Rompiamo accordi con Israele”

Le richieste restano quelle ripetute durante tutto il percorso di mobilitazione studentesca: “stop degli accordi dell’università con Israele e bloccare le collaborazioni con le industrie belliche“. Gli studenti chiedono inoltre “le dimissioni della rettrice Polimeni dalla fondazione MedOr”.

“Rettrice Polimeni sorda alle nostre richieste”

“Abbiamo deciso di incatenarci al rettorato – spiega una delle due studentesse in un video pubblicato sulla pagina Instagram di Cambiare Rotta – dopo mesi di mobilitazioni che hanno coinvolto studenti docenti ricercatori e personale tecnico amministrativo la rettrice Polimeni si è dimostrata sorda alla nostra alla nostra richiesta di non essere complice di genocidio e di un’eventuale escalation militare“.

“Governance di Ateneo faccia un passo indietro”

E’ ora che la governance di Ateneo faccia un passo indietro perché studenti e studentesse, docenti, ricercatori e ricercatrici hanno espresso chiaramente la loro volontà e oggi con la seduta del Senato accademico ha la possibilità di farlo. Se veramente vuole essere a capo di un’università che sia veicolo di progresso scientifico e democrazia e vuole veramente costruire ponti di pace, è ora che tagli i ponti con la guerra” conclude la studentessa.

“Senato Accademico di oggi si schieri contro il genocidio in Palestina”

Gli studenti di Cambiare Rotta chiedono “che il Senato Accademico di oggi si schieri contro il genocidio in Palestina tramite l’applicazione di sanzioni verso Israele: bloccare ogni collaborazione con il Technion di Haifa, le università israeliane, e il bando Maeci”.

Si chiede inoltre la rottura di ogni accordo di ricerca e/o didattico con l’industria bellica e con le forze armate e le dimissioni della Rettrice dal comitato tecnico scientifico della Fondazione MedOr. “Se la rettrice vuole davvero costruire ponti di pace, tagli subito i ponti con la guerra” scrivono gli studenti dei collettivi universitari che saranno in presidio dalle 15.30 aspettando la risposta del Senato accademico che dovrebbe arrivare intorno alle 18.30.

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